Denuncia dell’Enpa di Catania: “I profughi seviziano e mangiano i cani”

clip_image001Questi sono gli amici della Boldrini, di Renzi e del Pd ! Dire maledetti, schifosi esseri che di umano non hanno nulla e’ dir poco. Come si possa arrivare al punto di seviziare e mangiare dei poveri cani che sanno solo amare e ti seguono sino alla morte pare impossibile. Chi li ha fatti entrare questi criminali delinquenti devono pagare lo scotto. Siamo la vergogna di tutta Europa per il governo corrotto, per il business con gli immigrati ed ora anche per la crudelta’ verso poveri animali. Che la maledizione cada su voi e le vostre famiglie e non illudetevi di vivere a lungo…sarete proprio voi i primi ad essere fatti fuori dai terroristi islamici.

di ERCOLINA MILANESI –

Cani «seviziati e mangiati» al Cara, il centro di accoglienza extra-lusso per i cosiddetti richiedenti asilo di Mineo, in provincia di Catania.
E’ la denuncia dell’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali.
«Non ci sono riscontri obiettivi ma da tempo circolano voci, lo dicono in parecchi -precisa Cataldo Paradiso, presidente dell’Enpa catanese-. Le informazioni vengono dal personale che lavora all’interno, sia volontari sia dipendenti».
Nel Cara, in cui sono attualmente ospitati un migliaio di richiedenti asilo, sono stati ritrovati finora «un meticcio sgozzato – riferisce una nota dell’Enpa- un altro preso a calci ed un altro ancora decapitato. E sono circa trenta i cani, cuccioli compresi che vagano all’interno del Cara».
«A seguito dell’intervento dell’Enpa che ha rilevato la preoccupante emergenza relativa alla condizione dei cani, si è sollecitato -prosegue la nota- l’intervento del sindaco e della Asp, come previsto dalla normativa vigente, auspicando l’immediatezza con cui si dovrebbero prendere provvedimenti, circa la messa in sicurezza degli animali. Alla segnalazione non si è dato alcun seguito nè tanto meno si è ottenuta alcuna risposta da parte del Sindaco di Mineo. Se, per quanto previsto, non si agirà in tempi stretti l’Enpa si troverà costretto ad adire le vie legali nei confronti del primo cittadino». È stata presentata inoltre – conclude l’Enpa – un’interrogazione parlamentare.

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